I Capelli
- Le scale di valutazione tricologica
- Anomalie della cute
- Anomalie dei capelli
- Calvizie androgenetica o calvizie comune
- Le donne ed i problemi di calvizie
- Esami tricologici
- Studio e valutazione dei trattamenti tricologici
- Luoghi comuni e leggende sui capelli
- Glossario tricologico
Le scale di valutazione tricologica
La calvizie maschile
La prima classificazione androgenetica nell’uomo è datata 1951, ad opera del Dottor James B. Hamilton.
Il metodo usato da Hamilton fu quello di dividere in otto gruppi 312 uomini e 214 donne di razza caucasica con un’età tra i 20 e gli 89 anni, presi in esame da tempo.
Ogni gruppo viene definito in base alla quantità di capelli che si dirada progressivamente e sulle zone del cuoio capelluto interessate.
Lo studio condotto da Hamilton portò ai seguenti risultati:
- Dopo la completa maturazione sessuale almeno il 96% degli uomini e il 79% delle donne raggiungono lo stadio II della scala Hamilton.
- Che almeno il 58% degli uomini sopra i 50 anni rientravano nel modello dal tipo V al tipo VIII. Con uno stabilizzarsi della calvizia verso i 70 anni.
- Praticamente il 99% degli uomini rientrano nelle casistiche rappresentate nella sua scala
- Il 25% delle donne dopo i cinquant’anni svilupperebbe calvizie perlomeno di tipo IV.

La scala di Hamilton è utilizzata per classificare la maggior parte delle calvizie negli uomini.
La calvizie femminile
Ludwig ha classificato le calvizie di modello femminile con evoluzione semplificata rispetto alla scala maschile, dividendola in tre classi in funzione della densità dei capelli.
Nella prima specie rientrano la maggioranza delle donne colpite da alopecia androgenetica, è esiste la possibilità di distinguere la perdita di capelli. A tal fine è necessario proporre l’ampiezza delle scriminature sulla sommità del cuoio capelluto con l’ampiezza della scriminatura del lato occipitale.
Le donne che rientrano nella terza specie sono molto rare.
Quelle che vi rientrano devono sottoporsi ad un accertamento per valutare la possibilità, che si trovino in uno stato iperandrogeno come quelle donne in periodo premenopausale che assumono uno schema maschile con una profonda recessione frontale.
In sintesi ecco le tre classi nel dettaglio:
- Tipo I. Diradamento appena percettibile dei capelli sulla corona. È limitato ad una linea situata 1-3 centimetri dietro la linea frontale
- Tipo II. Rarefazione pronunciata dei capelli sulla corona
- Tipo III. Diradamento molto avanzato su tutta l’area interessata nel tipo I e II

Oltre alla perdita di capelli, si possono notare sintomi di “fragilità” del capello, untuosità, pelle d’oca, prurito, bruciore e ipersensibilità del cuoio capelluto.


