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Calvizie androgenetica o calvizie comune

La calvizie androgenetica è la forma di calvizie più diffusa tra chi soffre di problemi di capelli. Il nome deriva dagli ormoni maschili definiti anche androgeni. Questi ormoni agiscono sul corredo enzimatico e nello stesso tempo nel follicolo pilifero. La calvizie androgenetica si manifesta tramite gli androgeni, che non sono però la causa della calvizie, ma il vero problema è il corredo genetico che si portano dietro. E’ la forma di calvizie più pericolosa e temuta che se non presa in tempo diventa completamente irreversibile. Questa forma di calvizie compare lentamente e in maniera particolarmente subdola cogliendo in maniera assolutamente impreparata chi inizia a soffrirne.

La prima considerevole caduta di capelli si manifesta dopo lo sviluppo verso i 18 anni, per proseguire con l’avanzare del tempo.

Difatti questo particolare tipo di calvizie causa un’atrofizzazione del follicolo facendo si che ad ogni ciclo i capelli che andranno a rimpiazzare quelli caduti diventino mano a mano più fragili, meno colorati e estremante sottili.

In questo tipo di calvizie, evidenti a partire dai 20 anni e classificate grazie alla scala di Hamilton si può notare una superficializzazione e progressiva miniaturizzazione dei follicoli contenenti il bulbo pilifero dei capelli. In seguito Norwood, dopo aver classificato altri 12 stadi di calvizie, portò a compimento le analisi cominciate da Hamilton.

Le statistiche, confermate da alcune analisi specifiche degli specialisti tricologi dell’Istituto Svizzero Dermes ci confermano che circa il 70% della popolazione maschile viene colpito da questo particolare tipo di calvizie.

Fattori genetici e gli ormoni maschili sono la primaria colpa nella perdita di capelli, escludendo però l’area temporo-occipitale.

Gli ormoni responsabili della caduta dei capelli sono due: nell’uomo è il DHT (diidrotestosterone), mentre nelle donne pare essere il DHEA (dehydroepiandrosterone). Le donne vengono colpite da questa forma di calvizie e iniziano ad avere una consistente perdita di capelli mediamente dai 35 anni in su.

ormoni calvizie

Le immagini qui presenti raffigurano la struttura organica e la relativa composizione chimica dei due ormoni, che combinati con determinate  strutture proteiche denominate recettori, interferiscono con il DNA cellulare inibendo sempre di più il follicolo che si rimpicciolisce, modificando conseguentemente il bulbo pilifero che causa la crescita di un capello fragile e fragile. Con il passare del tempo, se non si interviene tempestivamente si finisce con una atrofizzazione completa del follicolo e relativa calvizie.

Nelle donne il caso è completamente diverso. Gli ormoni maschili sono particolarmente inferiori e la calvizie femminile, molto meno frequente che la calvizie maschile, è causata da un accrescimento della produzione di ormoni di tipo androgeno.

Analizzando la scala di Ludwig possiamo notare che colpisce molto meno quella parietale mentre si concentra nell’area del vertice, e esaminando la zona possiamo notare che non diventa totalmente calva ma che possiamo trovare assieme ai capelli miniaturizzati capelli normali.

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